I bambini e le bambine BES

A scuola sembrano essere in aumento gli studenti e le studentesse identificate come BES. Il termine è l’acronimo di Bisogni Educativi Speciali. Con la Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 si è tentato di estendere ciò che viene predisposto per gli studenti con DSA con la legge 170/2010 ad una più ampia popolazione studentesca che non è certificata e che può aver bisogno di misure compensative e dispensative per un temporaneo periodo di tempo.

Il concetto di Bisogni Educativi Speciali nasce in Gran Bretagna nel 1978: Special Educational Needs. Nasce in quanto si desidera superare la distinzione tra disabilità e non disabilità, per considerare le persone nei loro aspetti positivi e quindi nella loro interezza. Tanti sono i fattori che incidono sul progresso a scuola e, vista la complessità di oggi, non si possono non considerare per operare le migliori scelte didattico-socio-pedagogiche.

Gli alunni con BES non hanno un’ insegnante di sostegno nè una certificazione scritta da ASL o psicologi. I BES sono individuati dagli insegnanti, attraverso le loro osservazioni in classe. In condivisione con la famiglia, si prendono accordi per stilare un Piano Didattico Personalizzato, ovvero uno strumento di pianificazione e progettazione redatto dal Consiglio di classe o di interclasse per favorire il successo formativo del bambino/a. Mentre in caso di DSA il PDP deve essere compilato per legge, quello dei BES è uno strumento non richiesto ufficialmente, ma è vivamente consigliato in quanto può aiutare l’insegnante a mettere in luce le difficoltà del bambino negli apprendimenti (competenze linguistiche, numeriche, motorie, ecc.) e creare un “profilo dell’alunno” per adottare di volta in volta le strategie più adeguate in classe. Il PDP è un documento dinamico che viene costantemente aggiornato in base all’evoluzione dell’allievo.

Un’ insegnante potrebbe pensare che il PDP è un’ennesima richiesta burocratica da parte della scuola che chiede di scrivere e compilare relazioni o osservazioni. In realtà, mettere nero su bianco certe caratteristiche individuate nel bambino/a permette di assumere una consapevolezza diversa, capace di attivare nell’insegnante competente nuove idee per la propria didattica, nuove risorse.

Un libro su questo tema molto semplificato e di scorrevole lettura è: “I BES. Come e cosa fare. Conoscere per intervenire” di Raffaele Ciambrone e Giuseppe Fusacchia. Casa Editrice: Giunti EDU. Pubblicato nel 2017. Non solo vengono riportate le normative in modo schematico ma anche casi reali con relative modalità di azione in classe. Può essere un buono spunto.

4 risposte a "I bambini e le bambine BES"

    1. Sì, innanzitutto sui DSA c’è moltissimo materiale online da studiare e consultare, soprattutto sulla dislessia. Guarda i siti delle associazioni che si sono formate per ogni specifico tipo di DSA. Anche il MIUR ha pubblicato dei fascicoli per aggiornare la propria didattica in maniera sempre più inclusiva e attenta alle necessità di tutti. Utilissimi i libri della Erikson, in quanto propongono esempi/attività che si possono riutilizzare in classe.

      "Mi piace"

Lascia un commento