Il porcello nello stagno – Martin Waddell & Jill Barton

Un libro molto divertente.

Testo italiano di Roberto Piumini. Il testo è in rima, sembra una filastrocca. E’ molto musicale e vi sono figure onomatopeiche che ai bambini e alle bambine piacciono molto.

Il periodo perfetto per leggere questo libro nella scuola dell’infanzia è fine primavera/inizio estate, quando anche i bimbi stessi provano la sensazione del caldo afoso e non desiderano altro che un tuffo in acqua.

Questa lettura è anche occasione per parlare del coraggio, in quanto la storia racconta del povero porcello che soffriva troppo caldo ma aveva troppa paura per gettarsi nello stagno. Non sapeva nuotare e per di più esso era già occupato dalle oche e dalle anatre. Il caldo però era tale che il porcello non resistette più, fece una danza di incoraggiamento e alla fine si buttò. Era così felice che contagiò tutti gli animali della fattoria, compreso il suo padrone Nello.

Si potrebbe dunque chiedere ai bambini di:

  • riconoscere tutti gli animali presenti nel libro,
  • pronunciare insieme i loro versi,
  • riconoscere la differenza tra oca e anatra, ponendo attenzione ai dettagli del libro
  • se hanno una danza che scacci via la paura… o cosa fanno loro se hanno paura? (libro che può rientrare in percorsi sul riconoscimento delle emozioni)
  • dare una definizione della parola “coraggio”. (La conversazione deve essere guidata dalla maestra)
  • raccontare qualche loro esperienza in acqua (lago, mare, stagno, fiume, vasca, piscina). E’ sempre molto utile avvicinare i libri alla storia personale perchè si crea un’associazione mentale e il libro viene ricordato più a lungo.

Casa editrice Lemniscaat, stampato in Hong Kong
Pubblicato nel 1998

Qualche libro a supporto della didattica in scienze in Prima Elementare

Da quando si è diffusa la didattica per competenze, non solo in Italia ma a livello europeo, si preferisce creare in classe un percorso che non preveda solo l’acquisizione di conoscenze, bensì l’esercitazione di abilità e successivamente l’ espressione di competenze. Ciò perché nella nostra società non abbiamo bisogno di sapere tutto tutto tutto, abbiamo tantissimi dispositivi elettronici a disposizione che ci possono aiutare a colmare le nostre lacune conoscitive, invece le competenze sono fondamentali da acquisire, esercitare ed esprimere. Sono le competenze, infatti, che ci permettono di trovare lavoro, di sentirci realizzati, di stare bene con noi stessi e con chi ci circonda. Le competenze, che sono di diverso tipo, da quelle scientifiche a quelle sociali, non sono innate. Esse derivano dall’esperienza di ognuno di noi, dagli interessi e dagli studi. La competenza permette di “cavarsela” in altri contesti da quello in cui si è appresa una data conoscenza, perché uno è competente nel momento in cui ha fatto proprio quel concetto in diversi ambiti di vita.

Tutto questo per arrivare a dire che l’insegnamento delle scienze nella scuola primaria non ha come obiettivo primario l’acquisizione di conoscenze, ma la comprensione e applicazione del “metodo di indagine fondato sull’osservazione dei fatti e sulla loro interpretazione” (cit. Indicazioni Nazionali 2012). Quindi, la didattica scientifica efficace suggerisce di partire da delle osservazioni o da delle domande dei bambini/e, progettare esperimenti ed esplorazioni insieme a loro e costruire successivamente la conoscenza dando i nomi alle cose e ai fenomeni.

Libri suggeriti:

  • “La riproduzione degli animali” della raccolta mondadori “Guarda e Scopri” del 1998. Direte.. è un libro vecchio! E’ vero, lo è, ma grazie alle immagini grandi e chiare, e i testi semplici vi assicuro che attirerà l’attenzione e la curiosità dei vostri bambini/e. I commenti in classe non tarderanno ad arrivare sin dalla prima pagina, nasceranno nuove domande a cui insieme dovrete trovare risposta attuando una metodologia di ricerca. I bambini/e amano gli animali. Arrivano a scuola con già tante conoscenze a riguardo. Spesso, tuttavia, la riproduzione è un po’ un mistero. Quindi… perchè non scoprirla a scuola?
  • Annette Tison & Talus Taylor, “I cinque sensi”, Mondadori, 1989. Questo libro potrebbe essere un conclusivo del percorso sui cinque sensi. A scuola essi si affrontano partendo dai bambini stessi: cosa vedono, sentono, toccano, ecc. In prima elementare, visto che si è ancora piccoli, è importante usare sempre il corpo, partire da esso e coinvolgerlo spesso. Questa lettura mostra tanti tipi di occhi, di nasi, di bocche, di orecchie, di zampe… è una lettura divertente che ci mostra come è vario il mondo animale e non solo! Mantiene viva la curiosità verso la scoperta
  • “Esperimenti scientifici da fare per gioco”, Le Scienze, 2015. Utilissimo per noi maestre! Esperimenti semplicissimi, materiale facilmente recuperabile e di notevole impatto per i bambini. Si divertono, l’attività rimane impressa, ricordano nuovi termini scientifici e costruiscono conoscenze. Molti esperimenti io li ho proposti anche alla scuola dell’infanzia: la differenza con la scuola primaria è che in quest’ultima i bambini e le bambine possono svolgerli in prima persona, mentre alla scuola dell’infanzia spesso li disponevo attorno a me e svolgevo l’esperimento coinvolgendoli con domande continue.

Adesso non resta che mettersi un bel camice ed entrare in classe in veste di maestre scienziate!!

Fatemi sapere se i vostri bimbi hanno apprezzato, tanto quanto i miei, queste letture ed esperimenti!

A presto

I bambini e le bambine BES

A scuola sembrano essere in aumento gli studenti e le studentesse identificate come BES. Il termine è l’acronimo di Bisogni Educativi Speciali. Con la Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 si è tentato di estendere ciò che viene predisposto per gli studenti con DSA con la legge 170/2010 ad una più ampia popolazione studentesca che non è certificata e che può aver bisogno di misure compensative e dispensative per un temporaneo periodo di tempo.

Il concetto di Bisogni Educativi Speciali nasce in Gran Bretagna nel 1978: Special Educational Needs. Nasce in quanto si desidera superare la distinzione tra disabilità e non disabilità, per considerare le persone nei loro aspetti positivi e quindi nella loro interezza. Tanti sono i fattori che incidono sul progresso a scuola e, vista la complessità di oggi, non si possono non considerare per operare le migliori scelte didattico-socio-pedagogiche.

Gli alunni con BES non hanno un’ insegnante di sostegno nè una certificazione scritta da ASL o psicologi. I BES sono individuati dagli insegnanti, attraverso le loro osservazioni in classe. In condivisione con la famiglia, si prendono accordi per stilare un Piano Didattico Personalizzato, ovvero uno strumento di pianificazione e progettazione redatto dal Consiglio di classe o di interclasse per favorire il successo formativo del bambino/a. Mentre in caso di DSA il PDP deve essere compilato per legge, quello dei BES è uno strumento non richiesto ufficialmente, ma è vivamente consigliato in quanto può aiutare l’insegnante a mettere in luce le difficoltà del bambino negli apprendimenti (competenze linguistiche, numeriche, motorie, ecc.) e creare un “profilo dell’alunno” per adottare di volta in volta le strategie più adeguate in classe. Il PDP è un documento dinamico che viene costantemente aggiornato in base all’evoluzione dell’allievo.

Un’ insegnante potrebbe pensare che il PDP è un’ennesima richiesta burocratica da parte della scuola che chiede di scrivere e compilare relazioni o osservazioni. In realtà, mettere nero su bianco certe caratteristiche individuate nel bambino/a permette di assumere una consapevolezza diversa, capace di attivare nell’insegnante competente nuove idee per la propria didattica, nuove risorse.

Un libro su questo tema molto semplificato e di scorrevole lettura è: “I BES. Come e cosa fare. Conoscere per intervenire” di Raffaele Ciambrone e Giuseppe Fusacchia. Casa Editrice: Giunti EDU. Pubblicato nel 2017. Non solo vengono riportate le normative in modo schematico ma anche casi reali con relative modalità di azione in classe. Può essere un buono spunto.

Chi sono

Questo è il mio primo articolo. Più volte negli anni ho pensato di aprire un blog ma la vera energia è sbocciata solo adesso. Ho acquisito più consapevolezza di chi sono, ho aumentato il mio bagaglio di conoscenze, ho fatto nuove esperienze e sono pronta adesso a condividerle.

Vorrei che questo spazio fosse aperto al dialogo e alla condivisione tra insegnanti, mamme e tutti coloro che sono interessati al mondo dell’infanzia.

Sono laureata in Scienze della formazione primaria con lode. Ho un master in metodologie socio-pedagogiche per la scuola primaria. Nel passato mi sono formata sulla musica, il teatro e la danza, svolgendo diversi corsi. In particolare vorrei citare: GiocoTeatro di Valeria Morselli, Educare alla Danza dell’IDA dance Academy e pilates per bambini.

Dal 2012 ho lavorato presso scuole dell’infanzia come esperto esterno, facendo laboratori di danza e/o espressione corporea. Dal 2016 al 2019 ho lavorato come insegnante di posto comune in scuole dell’infanzia. Da quest’anno, invece, mi sono spostata alla scuola primaria.

Questo blog sarà uno spazio per condividere attività, per darsi consigli a vicenda, per dare merito a chi si distingue per il suo operato nel mondo dell’infanzia.

Spero siate appassionati e interessati come me all’argomento.

A presto,

Giulia